Breve guida per la visita dalla

Chiesa di SAN ANDREA di Anversa

Gentili visitatori, benvenuti nella nostra chiesa parrocchiale accogliente di ‘Sant’ Andrea’! Anche quando la chiesa fra 1850-1950 fu conosciuta come centro della ‘Parrocchia della Miseria’, riesce a sorprendere molti visitatori in quanto scrigno contenente delle vere e proprie gemme del patri­mo­nio artistico di Anversa. Tipicamente per la nostra regione è un architettura gotica con pitture manieristiche, dal­la mobilia barocca e dalle vetrate neogotiche, con l’ag­giun­ta di elementi moderni. L’irruzione giocosa della luce, combi­nata con i colori delle vetrate, ha ispi­ra­to Vincent Van Gogh. In quanto casa di Dio la chiesa è un’ oasi di pace, in parte merito dell’ entusiasta gruppo di volontari!

  • I nomi delle vie vicine

Si riferiscono alla storia, il santo patrono e qualche caratteristica della chiesa: Via degli Agostini; Via e Piazza San Andrea; ‘Pompstraat’: una pompa or­iginariamente al cimitero, e ‘Waai­straat’ (via del vento) non a caso ai piedi della torre.

  • (A) La torre

Nel 1755 la torre originale, gotica, crollò. Fu sostituita da un’altra barocca con una lanterna aperta (in legno). L’altezza di 58m indica simbolicamente Dio Onnipotente in cui l’uomo troverà la sua vera destinazione. Durante la guerra d’indipendenza del Belgio, la torre servì come postazione di guardia che il re Leopoldo I usò per tenere d’occhio le forze occupanti olandesi presenti nel castello meridionale. Al fine di evitare un richiamo allo scenario del 1755, la torre, ancora una volta sul punto di crollare, fu abbattuta e ne fu eretta un’altra più forte negli anni 1968-‘75.

  • Storia

Questa casa di preghiera fu fondata dai padri agostiniani. Nel 1513 questi monaci fondarono una cappella iniziando la costruzione di un monastero e di questa chiesa. A causa della loro simpatia verso il loro confrate protestante Martin Lutero, la governatrice Margherita d’Austria ordinó nel 1522 la chiusura del monastero. Un anno dopo due monaci furono giustiziati a Bruxelles. In 1523 l’edificio era consacrato come chiesa parrocchiale.

Durante i secoli i parrocchiani di Sant’Andrea hanno lentamente ma infaticabilmente at­traversato periodi di grandi disgrazie, come l’iconoclasmo (1566), la distruzione del transet­­to e del coro effettuata dai calvinisti (1581) e il crollo della torre (1755) e hanno ri­cos­tru­i­to ed ampliato la chiesa con artisticità trasformandola in una monumentale casa di Dio.

La chiesa e la sua mobilia sopravvivono alla Rivoluzione Francese, grazia al giuramento di un prete disubbidiente alla Chiesa (e al popolo)! Per di più alcune opere d’arte provenienti da conventi e chiese antiche sono state recuperate, come il monumentale altare maggiore. In  seguito arrivarono delle nuove opere come il nuovo pulpito barocco.

Negli anni 1970 fu intrapreso il restauro del resto della chiesa.

  • (B) Il pulpito

Il grandioso pulpito barocco popolare è l’opera di J.-B. Van Hool e J.F. Van Geel (1821). Rappresenta con vivacità – a grandezza naturale, quasi reale – la vocazione dei primi due apostoli: Andrea, il patrono di questa parrocchia, e suo fratello Pietro. Secondo il vangelo (Mt. 4,18-20) Andrea e Pietro, svolgendo il loro lavoro di pescatori, sono chiamati da Gesù per seguirlo e diventare ‘pescatori di uomini’. Senza dubitare, ma ancora stupe­fatti dalla sorprenden­te chiamata, abbando­na­no le loro reti. La rap­presenta­zione rea­lis­t­i­ca dei personaggi, degli attrezzi (la barca, i remi, la rete) e della pesca è veramente stupe­facen­te, e ciò in mezzo ad uno imponente decoro natura­lis­ti­co di rocce e di piante; arte eloquente dal vivo. Non è anche per noi un invito al raccogli­mento riguardo al nostro comporta­mento, il cambia­mento radicale di queste due persone durante la loro attività professionale? Qui siamo nel miglior posto per fare una preghiera per le vocazioni.

  • (C) L’altare della Santa Croce

L’altare, portico barocco con cariatidi, di C. Van Mildert (1663); pittura Il Calvario, di Fr. Francken II (1603); balaustre marmoree, di J.A. Van den Cruyce I e II (1672).

  • (D) Monumento della Santa Croce

“Se qualcuno vuol venire dietro a Me, prenda la sua croce” (Mt. 16,24).

  • (E) L’altare di Sant’-Anna

Altare portico marmoreo, di J. Van der Cruyce, (1673); pittura La famiglia di Sant’Anna, attribuita a M. Pepijn; balaustre marmoree, atttribuite a M. Van der Voort I (1720?)

  • (F) Organo

Statue barocche angeli musicanti, di G. Roefs (1791) e God is a DJ, pittura di Dries Vanwijnsberghe (2004)

  • († 1-14) Via Crucis

Le 14 stazioni sono quasi tutte di un artistà differente in stile romantico barocco (1845-‘57). I testi che le accompagnano, indicono il visitatore direttamente alla riflessione.

  • (G) Le vetrate della navata sud

Elezione di Maria, in stile neogotico, Stalins & Janssens e J.-B. Béthune (anni 1870)

L’adorazione dei pastori, J. Huet (1965)

  • (H) Il reliquiario di argento dei 36 Santi

Di J. Verschuylen, (1845); reliquiario portatile per la processione.

  • (I) Le vetrate della navata nord

Insieme con la vetrata del transetto nord, formano la serie dei 7 sacramenti, di Jan Huet, (1963-‘66). Al di sotto spesso si trovano prefigurazioni del vecchio testamento.

  • (J) La statua del santo apostolo Pietro

Da Arthus Quellin I (1658). Il viso di Pietro esprime psicolo­gicamente in maniera magistrale l’intima ma commossa lotta del rimorso della coscienza, in questo caso a causa del rinnega­mento di un amico, cioè di Gesù (Mt.26,75). Il gallo ai suoi piedi ce lo ricorda, perché Gesù glielo aveva predetto (Mt.26,34): “In verità ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. L’istinto di conservazi­one contro l’amicizia. Pur di provare questa amicizia e questa fiducia in Gesù, è pronto persino a morire crocifisso; ecco la croce capovolta al suo fianco.

  • (K) Coro

Orientato al sol levante, simbolo della luce di Cristo

* L’altare maggiore monumentale, di W.I. Kerricx (ca.1729).

Le tavole d’altare barocche diventano vere rappresenta­zioni teatrali in cui la scultura tridimensionale mette in scena personaggi quasi viventi (‘live’). Si può ammirare qui una scena permanente di Maria piena di gloria: l’Assunzione della Madonna, circondata da angeli che accompagnano il movimen­to della sua ‘Assunzione’, è il modello per eccellenza per ogni persona che lungo la via del­la propria vita su questa terra, spera nel suo arrivo definitivo da Dio in cielo. Il tetra­gramma in ebraico per ‘Dio’, è rappresentato in un triango­lo, simbolo di Dio come ‘Santa Trinità’. La parte inferiore è in marmo, la parte superiore… in legno gessato. I due fondatore dell’ ordine con un bastone d’abbate ci confermano che questo altare proviene da un’ abbazia dell’ordine dei cistercensi: San Bernardo di Hemiksem, ora in disuso: Bernardo di Chiara­valle con l’alveare perché fu chiamato ‘maestro dolce’ grazie alla sua popolarità; Robert de Molesme, il modello della chiesa. Nella parte inferiore dei rilievi di P. Verbrugghen I (1665): una guardia d’onore di magnifici angio­letti con (da sinistra a destra) ampolle e campa­nel­lo, brocca d’acqua, uva e calice, spighe di grano, incenso e messale.

* Il martirio di Sant’Andrea di Otto Van Veen, (1594-‘99)

Era la pittura dell’altare maggiore, 40 anni piú tardi, lo stesso tema, verrà reinterpretato dal suo pupillo P.P. Rubens, in un dramma più dinamico, per una cappella in Madrid.

* Fonte battismale

In questa fonte i famosi autori fiamminghi Hendrik Conscience (1812) e Lode Zielens (1903) furono battezzati.

* Gli stalli (fine cinquecento)

* I pannelli dei 36 Santi

Di Th. Boeyermans, (seicento). Accanto: qualche santo con­tempo­ra­neo: notate il nuovo candidato per la santità nello specchio?

* L’angelo guardiano

Pittura di Erasmus II Quellinus, (1667). Donna Fortuna seduce un giovane più volte: offrendogli la corona di alloro della fama e la corona dorata della potestà;  ella indica con lo scettro la richezza contenuta nei sacchi pieni di monete d’oro.

  • (L) L’altare attuale

I paleotti colorati (18°-19°sec.) cambiano in base all’anno liturgico. Dopo Pasqua: un ricamo barocco con frutta e fiori intorno al calice (17°sec.).

  • (M) Capella del Santissimo Sacramento

A sud come simbolo dell’amore di Gesù: l’altare, portico barocco, pittura L’ultima cena di P. Ykens (ca.1687).

  • (P) Il monumento alle dame di compagnia di Maria Stuarda

La regina cattolica di Scozia, Maria Stuarda, fu condannata a morte dalla sua antagonista Elisabetta nel 1587; ma il suo ricordo è mantenuto vivo dall’epitaffio (1620) delle sue dame di compagnia, rifugiatesi ad’Anversa.

  • (Q) Il monumento alle anime nel purgatorio

Legno dipinto, di P. Scheemaeckers, (1710), stimola la solidarietà, in preghiera per i defunti sofferenti, perché la loro aspirazione a fare il bene sulla terra non era bastanza forte.

  • (R) Una serie di scarpe

Ordinate per misura rappresenta il passaggi della vita dalla nascità fino al …:

  • (S) Il monumento per i defunti

“A colui che ha sete darò gratuitamente acqua della fonte della vita.” (Apoc. 21,6)

  • (T) Il monumento degli agostini – martiri del protestantesimo del 1523

“Beati coloro che sono perseguitati a causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli.” (Mt 5,10). In quei tempi confusi e tumultuosi anch’essi predicarono la parola di Cristo.

  • (U) L’altare di Sant’Eligio dei forgiatori di conio

Pitturato per M. de Vos (1601); pannello centrale La domanda a Gesù sul tributo a Cesare (Mt 22,15-22), una riproduzione temporanea di Agfa-Gevaert; panelli esterni: L’avarizia dell’egoismo contro La generosità della carità. A questa virtù si riferisce anche la pittura del muro a nord:

  • Le opere della misericordia, Fr. Francken II (ca.1600-‘20)
  • (V) La capella della Madonna, é alla destra del perimetro in forma di croce.

* Statua della Madonna del Soccorso e della Vittoria

(Fine 16° sec.), dedicatale dal 1689, dopo la liberazione di città come Vienna nei confronti dei turchi. Il fornitissimo guardaroba utile per l’alternanza dei colori liturgici. La maggior parte delle mantelle sono del 18° sec., una particolarmente preziosa dorata (1863). L’elegante veste contemporanea di Ann Demeulemeester (2001) ci mostra come la Vergine Maria, autentica e trasparente, rimane un modello attuale.

* Confessionale (seicento)

Attribuito a L. Willemssens. La riconciliazione è rappresentata da due angeli che si baciano l’un l’altro.

* La vetrata

La Madonna del Soccorso dei naufraghi (H. Dobbelaere, 1866, fortemente restaurata dopo l’esplosione del 1945) ha inspirato Vincent Van Gogh nel 1886.

  • (X) Il tesoro

Temi  gioielli per la Madonna, la venerazione dei santi, la processione.

  • (Z) I portali

Vi salutano: “Il Signore sia con voi” e “Andate in pace”. Speriamo che la visita di questa casa di Dio vi renda pace e gioia.